Oggi 08/12/2019

Festa di San Francesco

E’ una delle ultime feste popolari di fine estate che si svolgono nelle piazze dell’intera Sardegna. Una festa, rispetto ad altre, che si caratterizza di più per la partecipazione paesana. 
I festeggiamenti durano tre giorni: il 16, 17 e 18 settembre, e ad organizzare, di solito è lo stesso comitato degli obredis (obrieri) che a luglio dell’anno precedente prepararono la festa di Santa Lucia. Obriere, nel Regno della Sardegna voleva dire “operaio”, e tra l’altro, stava ad indicare un membro di una festa patronale. Le funzioni religiose si svolgono nella chiesa di San Francesco del XVI secolo, attigua al Convento francescano. Oltre alle Messe celebrate sia la mattina che il pomeriggio, ogni giorno si effettua la processione con il simulacro del Santo per le strade del paese, accompagnato dal suono inconfondibile delle launeddas, e dai suggestivi canti in sardo della Confraternita Madonna del Rosario. 
Nel corso della festa, hanno luogo diverse iniziative di carattere civile, nella caratteristica e incantevole piazza di San Francesco attorniata dalla stessa chiesa, dal Convento Cappuccini, e dalle scuole materne, elementari e medie. Dalla sera a notte fonda, tra luci, colori e bandierine, nel palco si esibiscono gruppi musicali di vario genere: musica etnica, liscio, moderna, con l’immancabile fisarmonica o organetto per i balli sardi che coinvolgono tantissimi ballerini di ogni età.
Di solito le persone più anziane trovano diletto ad ascoltare le gare poetiche, vere e proprie competizioni canore, rigorosamente in dialetto, tra cantadores (cantori) anche baruminesi, che alla bellezza della voce devono unire una notevole capacità d’improvvisazione, perché normalmente il tema da svolgere con il canto è loro proposto prima della gara o addirittura durante la stessa. L’uso di improvvisare versi, tramandato fin dall’antichità, era coltivato in Sardegna da tempi lontani; insomma, un vero dono della natura. Le gare, sì “giocano” in particolare sulla contrapposizione personale, in cui ciascun estemporaneo magnifica se stesso sfidando il rivale, addolcita però dal tacito accordo che quando si canta tutto è lecito e nessuno deve offendersi. Sul palco perciò, si rappresentano vicende consuete di vita e di lavoro tipiche delle comunità isolane. Ma le gare poetiche diminuiscono costantemente di numero, anche per la mancanza di validi ricambi tra gli estemporanei.
E’ tradizione per questa festa anche un’altra un’usanza antica: Sa roda. Uno spettacolo pirotecnico che si svolge il giorno principale della festa, alla periferia del paese, dove ad assistere ai numerosissimi scoppi, tanti colori e altrettante bellissime forme che illuminano il cielo stellato, vi partecipino migliaia di persone, col naso rivolto all’insù per godersi appunto, i tanto attesi fuochi d’artificio.