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territorio rappresenta
un’interessante meta per turisti ed escursionisti, i quali possono allo
stesso tempo inoltrarsi nella storia e nella natura.
Una visita guidata nella Reggia Nuragica
e poi una lunga passeggiata immersi nel verde della Giara: per scrutare la macchia
mediterranea “accompagnati” dal cinguettio degli uccellini e ammirare
in rigoroso silenzio gli inavvicinabili cavallini selvatici che riposano nella
palude. Barumini, sito nell'unico tratto
pianeggiante della Marmilla, é contornato a nord dall'Altopiano della
Giara e a sud dal colle di Las Plassas che in cima ospita le rovine del Castello
Giudicale, e si estende su una superficie di 26,57 Kmq.
Sarà spesso capitato di chiedersi:" Barumini è sempre stato
il nome originario del paese?".
La risposta è affermativa, numerosi studi lo hanno dimostrato.
La radice “bar” del toponimo è una radice di lingua dei sardi
significante “cavità”, “avvallamento”, poiché
la maggior parte del sito si estende in basso.
Barumini può significare “bassura”, un fonema in composizione
col suffisso “ùmini” affine a Ladùmini in agro di
Serri, che significa luogo spazioso, e Cugùmine di Noragugùmine
(cacumen, cucuzzolo).
Il paese, abitato fin dal Neolitico ha vissuto un susseguirsi di epoche: Punica,
Nuragica e Romana, come dimostrano i siti archeologici in cui é stata
ritrovata la cultura materiale di queste epoche.
All'età Neolitica appartengono i ritrovamenti di numerosi resti di Ossidiana,
denominata "oro nero", che veniva utilizzata per fabbricare armi,
coltelli o utensili.
Il Monte Arci era ricco di questo materiale, il quale veniva esportato anche
nella Francia meridionale.
Il maggior numero di ritrovamenti archeologici risale alla civiltà nuragica
che inizia con l'età del Bronzo antico sino all' età del Ferro.
Nel paese sono presenti ben 27 nuraghi di forma semplice o complessa in pietra
basaltica.
Tra i più importanti e noti ricordiamo Su Nuraxi e Su
Nuraxi 'e Cresia, situato nei pressi della Chiesa Parrocchiale,
sul quale alla fine del '500 venne costruito il palazzo
Baronale dei Marchesi Zapata.
La maggior parte dei nuraghi "minori" sono molto rovinati: di essi
rimangono solo tratti delle fondamenta murarie.
Per il momento l'unico nuraghe sul quale é stato possibile effettuare
attenti studi e riportare alla luce gran parte della struttura é il Complesso
di Su Nuraxi, presente lungo la strada provinciale per Tuili.
Nell’anno 1997, il maestoso monumento è stato insignito dall’Unesco
con il titolo di " Patrimonio dell'
Umanità "
Tracce di murature romane nel centro abitato fanno supporre che l’agglomerato
fosse una delle tante “ville” di latifondo romano.
Tra i reperti di epoca Fenicio-punica e Romana sono altresì presenti
un ponte romanoin località “Ponti” e numerose necropoli.
Nel Medioevo, il paese era il Capoluogo della Curatoria di Marmilla, appartenente
prima al Giudicato di Arborea, poi agli Aragonesi che nel 1541 la incorporarono
nella Baronia di Las Plassas.
In seguito Carlo V l’attribuì in feudo alla famiglia Zapata che
la tenne sino al 1839.
Attualmente il nucleo urbano si presenta compatto: sono presenti abitazioni
di tipo tradizionale a corte chiusa su due piani.
Di particolare importanza sono i numerosi portali ad arco presenti in tutto
il territorio, esempio mirabile di uno stile che si è propagato fino
ai giorni nostri.
Dal punto di vista architettonico, danno un tocco di austerità il Palazzo
dei Marchesi Zapata, la Cupola e il Campanile della Parrocchiale,
che dominano sul Paese. il Il Convento
dei Cappuccini che fu edificato a partire dal 1609dove scelsero
un luogo a margine del paese, con bella vista, presso una chiesa minore dedicata
a San Teodoro. è con il favore e il concorso finanziario di Don Francesco
Zapata. E' un' opera di rara bellezza architettonica nonché di importanza
culturale e religiosa del paese.
Nei pressi dei due edifici adiacenti, circa tremila e cinquecento anni fa nacque
il primo nucleo abitativo del paese. Un luogo in alto, ben esposto, con lo scopo
di configurare i due centri di potere: quello sacro con l’imponente Parrocchiale,
e quello laico della baronia con il Palazzo Zapata.
Il paese è solito abbinare le bellezze archeologiche e storiche all’agricoltura
e alla pastorizia.
Sin dal passato la densità abitativa territoriale di Barumini veniva
favorita dalla presenza di fonti d’acqua potabile e sorgenti, prima fra
tutte su Riu Mannu, e da terreni adatti alle culture cerealicole e alla pastorizia.
Al giorno d’oggi sono le principali attività del paese